INSONNIA: tortura autoindotta

Rimanere svegli la notte non è arte da poco a tal fine bisogna rimanere svegli tutto il giorno.

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In modo sarcastico si descrive con la frase sopra l’insonnia e chiunque l’abbia incontrata sa quanto possa essere fastidiosa e a volte limitante e sfiancante. In questo articolo con la parola insonnia facciamo riferimento a quella cronica ovvero quella che ricopre un lungo periodo di tempo fino a divenire una vera e propria cattiva abitudine; ne esistono 3 tipologie:

  • iniziale o di addormentamento ovvero difficoltà a prendere sonno
  • centrale o di mantenimento ovvero con risvegli notturni
  • insonnia terminale o da risveglio precoce

Una volta escluse le cause organiche (disturbi digestivi, cardiovascolari, malattie neurologiche) rimangono quelle psicologiche che in definitiva possono essere la causa iniziale dell’insonnia ma non del suo perdurare. Nel senso che a seguito di un qualsiasi evento psicologico si può cominciare a familiarizzare con l’insonnia, ma nel lungo periodo spesso l’evento che l’ha causata passa in secondo piano e sopraggiungono in seguito alla paura di non dormire e al suo pensiero costante una serie di meccanismi di controllo per obbligarci a dormire: più me lo impongo e meno ci riesco. Allora iniziamo con l’affidarci al cellulare, una puntata di una serie tv, una lettura di qualche pagina di un libro iniziato, un pò di musica, ecc… e poi di nuovo testa sul cuscino e anzichè dormire ripartono i pensieri, invece di rilassarci parte uno stato di agitazione psico-fisica e più ci imponiamo di dormire e meno ci riusciamo. Qui le possibilità sono 2 o ci alziamo stremati perchè la sveglia incombe e ci ricorda che la giornata è iniziata oppure se non abbiamo l’obbligo della sveglia presto inizieremo ad invertire il giorno con la notte. La prima cosa che si fa è ricorrere a erbe o farmaci ma non risultano risolutivi per molti casi e allora si continuano a mettere in atto tutta una serie di addattamenti per sconfiggere l’insonnia come ritardare l’orario di riposo notturno, evitare o imporsi il riposino pomeridiano e quanto sopra descritto. Una buona terapia che voglia risolvere le problematiche fin qui descritte, verte proprio sullo sbloccare i meccanismi di azione e di pensiero che inevitabilmente intrappolano la persona ad un’apparente veglia eterna o leggermente interrotta da micro-sonnellini. Con la psicoterapia breve strategica nella stragrande maggioranza dei casi queste situazioni vengono sbloccate sin dalle prime sedute del trattamento.

Dr. Marchelle Marco

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