E se la persona con il problema non vuole venire in terapia?

E’ vero che spesso accade che figli, mariti o mogli, ecc… non vogliano saperne di andare dallo psicologo.

Facciamo un esempio: 2 genitori (o 1 genitore) che vivono il problema del figlio come fosse il loro ma che non riescono ad aiutarlo; a sua volta lui non ne vuole sapere di andare dallo psicologo!

A questo punto si aprono 2 possibilità:

  1. si incontrano i genitori e insieme si valutano i vari modi che esistono per coinvolgere il figlio in Terapia.
  2. Terapia indiretta si lavora indirettamente sulle persone che vivono il problema da vicino (nel nostro esempio i genitori).

I genitori (o il genitore) qui diventano una risorsa fondamentale poichè è proprio con loro che si lavora in terapia cercando, tramite indicazioni del Terapeuta, di ottenere cambiamenti concreti nel figlio. Quindi verranno date Indicazioni ai familiari su come comportarsi relativamente alla persona e al disturbo in questione. Non è escluso che successivamente il figlio non si senta escluso dalla Terapia e decida di partecipare in prima persona.