Depressione

TESTIMONIANZE

Non è facile parlare di un problema quando l’argomento principale riguarda tuo figlio e sopratutto quando quel figlio un giorno ti dice: ”non voglio più vivere mamma, lasciami morire!”…in quel momento io ho smesso di vivere. Per tre giorni è rimasto a letto senza mangiare e senza bere, ho chiesto aiuto ai suoi amici, al medico di famiglia, alla ASL che mi suggeriva un ricovero coatto, ma io temevo che nello stato depressivo in cui era lo avrebbero ucciso direttamente. Era la sera del terzo giorno e stavo cedendo alla disperazione, quando parlando ad un amico mi suggeri di contattare il Dott. Marchelle, uno psicologo, che forse, anche se era tardi, avrebbe risposto alla mia telefonata. Allora lo chiamo e gli spiego la situazione. Immaginavo non potesse fare molto al telefono se non darmi qualche consiglio, così accadde e io prontamente misi in atto i suoi consigli. Non potevo crederci ma dopo tre giorni di inattività, debole e sofferente mio figlio finalmente si alza dal letto, beve mezzo bicchiere d’acqua sta con noi qualche minuto e poi ritorna a letto…avevamo vinto la prima battaglia. Due giorni dopo vado a conoscere il Dott. Marchelle, una persona giovane ma disponibile ad aiutarci. Il problema più grande era portare mio figlio da lui ma sapevo che sarebbe stato difficile perché si era già rifiutato anche solo di parlarne. Esposto questo problema allo psicologo, lui mi suggerì di cominciare ad andare io e mio marito per capire come da genitori potevamo, almeno in parte, aiutare mio figlio. Lo psicologo, come primo passo, ci disse di far accorgere mio figlio che facevano delle visite dallo psicologo e così facemmo quando lui un giorno in maniera un pò strafottente mi chiese se poteva andarci anche lui dallo “strizzacervelli”; avevamo vinto la seconda battaglia. Non aspettavo altro ero contentissima. Presi l’appuntamento dal dottore e…è passato circa un anno…vedevo mio figlio diventare giorno dopo giorno più forte nella mente e nell’ anima. Imparava a capire e a vivere certe situazioni in maniera diversa, con una maturità che non gli avevo mai visto. Naturalmente anche io ho continuato le visite per un altro periodo. Il dott. Marchelle non ha mai giudicato le nostre azioni o i nostri comportamenti, non si è mai messo in cattedra ma piano piano con le domande appropriate e con dei consigli ha capovolto il nostro modo di fare e vedere la vita, rendendoci consapevoli dei nostri errori che forse per pigrizia o per stanchezza non volevamo vedere, o forse semplicemente non eravamo in grado. Il mio ragazzo ora ha trovato la sua strada e sta cercando un lavoro. Stavqamoper perderlo e invece siamo rinati! Grazie dott. Marchelle, grazie Marco.

Genitori 65 anni

 

Mi chiamo G. ho 48 anni, ho avuto mio figlio M. chiuso in se stesso, non usciva di casa da un anno e non parlando quasi per nulla con noi, non capivamo neanche cosa fosse successo. Fatto sta che non si voleva alzare dal letto, si rifiutava di parlare e se ne stava tutto il giorno dentro la sua cameretta. La situazione era per me ingestibile e angosciante avevo paura per mio figlio che era diventato un fantasma in casa. Ho contattato il dottor Marchelle e con mio marito abbiamo fatto degli incontri con lui per circa 4 mesi. Siccome mio figlio non voleva venire, noi abbiamo in pratica fatto da tramite, cioè mio figlio non è mai venuto dallo psicologo ma tramite alcuni nostri cambiamenti in casa, che con lo psicologo abbiamo capito essere dannosi per mio figlio, ha cominciato ad alzarsi dal letto, è tornato a scuola e in seguito abbiamo cominciato a costruire un dialogo che ci ha portato a capirlo meglio. Grazie a questo nuovo dialogo finalmente scoprii che il suo umore era stato fortemente influenzato da una grande delusione d’amore. Grazie a questo intervento psicologico ho ripreso le redini in mano della situazione e ho cercato di comprendere e ascoltare sempre di più mio figlio. L ho incoraggiato e sostenuto quando c’è stato bisogno. Ora lui è guarito, ha finito la scuola ed è andato a lavorare e sopratutto ha ripreso a sorridere cosa che non faceva da anni

G. 48

 

Sono un uomo di 60 anni con una bella famiglia, due figli e un lavoro autonomo dove gestisco il mio tempo come preferisco. Nonostante questo circa un anno fa ho cominciato ad avere un mancanza di voglia di fare le cose, non avevo più stimoli e alzarmi la mattina dal letto era una fatica enorme. A volte mi alzavo e dopo poco tempo mi ributtavo sul divano, dove mi sentivo praticamente risucchiato, non riuscivo proprio ad alzarmi e stavo sempre peggio. Durante il giorno non faqcevo altro che rimuginare su tutti i miei errori del passato e mi condannavo ogni giorno per le scelte che avevo fatto. Tutto mi sembrava inutile e faticoso da affrontare, anche il semplice preparare un pranzo o farmi una tazza di caffè; mi sentivo inutile e anche quello che facevo non aveva più senso per me. A quel punto, mia figlia, mi fece fare delle visite mediche: neurologo, psichiatra e anche ortopedico poiché ormai avvertivo dei forti dolori alla schiena costanti, mal di stomaco e mal di testa. Ma nonostante le cure continuavo a stare male fisicamente e ormai dovevo ammetterlo anche mentalmente. Come ultima spiaggia mi rivolsi al Dottor Marchelle e insieme abbiamo iniziato un percorso psicologico che nel tempo mi ha concretamente fatto tornare la voglia di fare le cose, dalle più semplici alle più difficili, infatti per la prima volta ho preso l’aereo con mia moglie e dopo anni abbiamo fatto una piccola vacanza. Ho ricominciato a vivere, a smettere di pensare agli errori del mio passato e a godermi il presente, ricominciando anche a lavorare con piacere. Non è stato facile perchè, sopratutto all’inizio, avevo la forte tentazione di abbandonare lo psicologo ma era l’unico appiglio che in quel momento mi era rimasto ed ho continuato ad andare, a lavorare su me stesso per sentire sempre di più tornare la voglia di fare le cose, di scherzare (prima avevo completamente smesso di ridere e interagire con le persone), di passare il tempo in compagnia. La mia famiglia a fine percorso psicologico una sera mi ha preparato una cena di BENTORNATO (così l’hanno chiamata) ed è stato bellissimo perchè ormai avevo voglia di stare con loro e festeggiare quell’evento.

F. 60 anni

 

Salve sono una donna di 58 anni con un divorzio alle spalle, una vita fatta di sofferenze in casa e di rinunce personali. Dopo il divorzio mi sono rivolta allo psicologo perchè sentivo che la conclusione di quel matrimonio era come la conclusione della mia vita. Mi sentivo completamente svuotata ed esausta, non avevo più voglia di fare nulla, anche le semplici faccende domestiche. Non vedevo più amici da anni ed ero rimasta in contatto solo con una delle mie amiche storiche che cercava in tutti i modi di spronarmi, ma io ero sempre più giù. I miei figli ormai grandi avevano la loro vita ma cercavano comunque di tirarmi su il morale, ma io cercavo di fargli vedere che stavo bene perchè mi sentivo in colpa a farli preoccupare per me. Passavo le giornate nel letto e piangevo pensando a quanto tempo avevo sprecato, quante cose avrei potuto fare diversamente e sopratutto avevo molta rabbia, ma non sapevo bene perchè la avessi e non sapevo cosa farci dato che mi stava divorando dentro . Con lo psicologo sono riuscita a capire e a canalizzare la mia rabbia, a trasformarla in qualcosa di utile che mi desse la carica per ripartire per prendere finalmente in mano la mia vita cosa che, osservando bene con lo psicologo, non avevo praticamente mai fatto. Ho cominciato a sperimentare sensazioni di piacere e soddisfazione nel giro di poco tempo e queste emozioni mi davano sicurezza e mi hanno fatto fare uno dopo l’altro dei passi importanti verso la serenità. Ora frequento la chiesa e un gruppo parrocchiale con cui passo le domeniche, ho ripreso a dipingere cosa che non facevo da quando ero adolescente e quando ripenso a quel periodo nero dove i miei pensieri erano solo negativi, ringrazio di esserne venuta fuori.

C. 58 anni